Polonia: prevenire gli abusi deve essere una priorità nella Chiesa


Costruire un sistema di prevenzione e sostenere le parti lese deve essere una priorità per la Chiesa nel mondo e in Polonia – hanno sottolineato i relatori del Webinar del 13 gennaio 2021 sulla protezione contro gli abusi ai minori, indirizzato principalmente ai media polacchi, allo scopo di informare sulle iniziative intraprese in merito dalla Chiesa in Polonia

Nel corso dell’incontro, P. Adam Żak SJ, Coordinatore della Conferenza Episcopale Polacca per la Protezione dei Minori e Direttore del Centro di Protezione dei Minori ha presentato la situazione di non consapevolezza del problema a livello globale nel passato. Ha precisato che solo grazie a S. Giovanni Paolo II che nel 2001 con il Motu Proprio “Sacramentorum Sanctitatis Tutela” promulgava “le norme circa i delitti più gravi riservati alla Congregazione per la Dottrina della Fede” si è cominciato a prenderne coscienza e a ricercare una risposta comune a problemi rilevati in altre nazioni prima che in Polonia. Qui come altrove si sono fatti inizialmente gli stessi errori delle altre nazioni (negazione, non presa di coscienza), non avendo esperti in grado di affrontare le questioni che emergevano. Sono quindi iniziati percorsi di studio. Negli ultimi anni il passo ha subito un’accelerazione, grazie alla realizzazione di strutture di servizio sempre più efficaci formate da esperti nella difesa dei minori e a sostegno delle vittime di abusi.

Padre Adam Żak ha affermato che attualmente la Chiesa è l’unica Istituzione in Polonia che pensa in modo completo alla protezione dei minori. Ha aggiunto che non esiste ancora una strategia nazionale per la loro protezione.

La Fondazione San Giuseppe della Conferenza Episcopale, attiva dal gennaio 2020, si occupa del sostegno finanziario per le persone vittime di abusi sessuali nella chiesa in 5 sfere, ha elencato Marta Titaniec, membro del Consiglio di Amministrazione: 1) l’aiuto economico nell’affrontare i costi delle terapie; 2) co-finanziare il Centro di Protezione dei Minori presso l’Accademia Ignatianum di Cracovia per la formazione psicologica, pedagogica e spirituale degli operatori; 3) co-finanziare lo sviluppo professionale delle persone (soprattutto laici) che lavorano in istituzioni ecclesiastiche di aiuto alle vittime; 4) co-finanziare il sistema di assistenza alle vittime, come il punto regionale di Poznań e due gruppi di sostegno: uno attuato dall’iniziativa “Ferite nella Chiesa”, l’altro dalla Fondazione per l’accompagnamento familiare di Cracovia; 5) finanziamento della formazione per coloro che si occupano del sacerdoti e religiosi condannati per pedofilia. 

La Fondazione è finanziata dal clero polacco che contribuisce direttamente versando una quota annua personale, ha precisato la Titaniec.

Da parte del Centro di Protezione dei Minori (COD) la Dr. Anna Seredyńska ha affermato che il Centro ha formato finora oltre 6 mila persone tra sacerdoti, religiosi, religiose e laici che, in varie istituzioni ecclesiastiche, attuano i principi della protezione dei minori dagli abusi sessuali.

Nelle Diocesi sono attivi da circa 5 anni i Delegati , mentre più recentemente sono state inserite le figure di accompagnamento spirituale delle vittime, per la prevenzione di eventuali futuri casi e per la vigilanza alle persone che hanno commesso i delitti.

Uno dei primi diplomati di questo Centro, P. Dr. Piotr Odziemczyk, che attualmente è Delegato per la protezione dei minori dell’Arcidiocesi di Varsavia, ha dichiarato che un’adeguata preparazione è indispensabile per accogliere al meglio la persona ferita senza danneggiarla di nuovo.

“Le persone ferite portano in sé un grande dolore, ma hanno anche una grande forza per combatterle. C’è una grande speranza nella loro forza, e la speranza è l’essenza della Chiesa. Credo che questa speranza sia edificante anche per la Chiesa” ha riferito il Rev. Łukasz Knić, Assistente Spirituale delle vittime di abusi della diocesi di Opole.

La dedizione al problema della protezione dei minori e lo sviluppo di standard specifici per garantire la loro sicurezza è indispensabile per gli Istituti Religiosi Femminili che gestiscono molte istituzioni educative e di cura, ha affermato Suor Anna Papierz, educatrice.

Zbigniew Nosowski, Portavoce dell’iniziativa “Feriti nella Chiesa” – che da quasi due anni raccoglie richieste di aiuto via telefono e avvia un programma di aiuto personalizzato per ogni richiesta – ha sottolineato che l’iniziativa non è un elemento di prevenzione, ma di sostegno delle vittime. “Queste persone chiamano e chiedono sostegno proprio perché hanno a che fare con un’iniziativa di laici cattolici, e per loro è più facile fidarsi”. 

“La comunicazione aperta non è un’aggiunta inutile ma un elemento necessario per affrontare questa crisi: dobbiamo prima imparare a comunicare ad intra, e poi ad extra. In altre parole, non ci sarà comunicazione all’esterno (attraverso i media al pubblico) a meno che non impariamo a parlarne all’interno della comunità ecclesiale”ha sottolineato P. Piotr Studnicki, Capo Ufficio del Delegato della Conferenza Episcopale Polacca per la protezione dei minori. 

P. Wojciech Sadłoń, Direttore dell’Istituto di Statistica della Chiesa cattolica, ha fornito dati statistici, precisando che l’Istituto è un ente indipendente, non è parte dell’Episcopato Polacco.

Secondo i dati pubblicati dall’Istituto e dal Centro di Protezione dei Minori, resi noti nel marzo 2019, dal 1 gennaio 1990 al 30 giugno 2018, sono stati segnalati 382 casi di abusi sessuali su minori, di cui 198 casi di età inferiore ai 15 anni e 184 casi di età superiore ai 15 anni. Nell’approfondimento odierno P. Sadłoń ha precisato che i minori abusati di sesso maschile risultavano in maggioranza nel passato, negli ultimi decenni si è rilevato un incremento degli abusi di minori di sesso femminile, che è cresciuto dal 23% negli anni 1980-1990, al 50 % tra il 2011 e il 2018.

Questo incontro è parte di un cammino che la chiesa universale e quella polacca in particolare stanno compiendo. 

Nel 2009 sono state realizzate le prime Linee Guida della Conferenza Episcopale Polacca. 

Nel 2013 P. Adam Żak SJ è stato nominato Coordinatore per la protezione dei minori della Conferenza Episcopale Polacca.

Nel 2014 è stato fondato il Centro per la Protezione dei Minori all’interno dell’Accademia Ignatianum di Cracovia, il cui Direttore è P. Adam Żak, SJ.

Nel 2015 sono state approvate dal Vaticano le nuove Linee Guida della Conferenza Episcopale Polacca per la protezione dei minori.

Il 30 giugno 2015 r. Papa Francesco aveva rivolto un appello alle Conferenze Episcopali affinchè stabilissero una giornata di preghiera e penitenza contro gli abusi sessuali dei minori da parte del clero. La Conferenza Episcopale Polacca nell’autunno 2016 ha deciso di organizzare questa giornata in tutte le Diocesi polacche. Da allora si svolge il primo venerdì di Quaresima di ogni anno.

Mons. Wojciech Polak, Arcivescovo di Gniezno e Primate di Polonia, nel 2019 è stato eletto dalla Conferenza Episcopale Polacca, Delegato per la Protezione dei Minori.

Nel 2019 la Conferenza Episcopale Polacca ha approvato lo statuto della Fondazione San Giuseppe la cui missione è la protezione dei minori nella comunità Ecclesiale, la realizzazione di strutture di supporto alle vittime e la prevenzione di eventuali ulteriori abusi. 

Dal 1° settembre 2019, la Conferenza Episcopale Polacca ha attivato l’Ufficio del Delegato per la Protezione dei Minori.

L’incontro è stato organizzato da KAI (Agenzia di Informazione Cattolica), in collaborazione con il Coordinatore della Conferenza Episcopale Polacca (KEP), l’Ufficio del Delegato della Conferenza Episcopale per la Prevenzione degli Abusi sui minori e il Centro di Aiuto ai Minori. Ha moderato Marcin Przeciszewski, Presidente dell’Agenzia Cattolica di Informazione.


2021-01-14





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