Posizione della Conferenza Episcopale Polacca sugli abusi sessuali su minori da parte di alcuni membri del clero


1. Protezione di bambini e giovani come parte inalienabile della missione affidata alla Chiesa

Negli ultimi anni la Chiesa viene continuamente scossa da informazioni dolorose provenienti da vari paesi del mondo su abusi sessuali perpetrati a danno di bambini e giovani da parte di alcuni membri del clero. Questi crimini sono la fonte della profonda sofferenza delle vittime che segnano le loro vite, quelle delle loro famiglie e delle varie comunità ecclesiastiche. La sofferenza è “un lamento che sale al cielo(…) e che per molto tempo è stato ignoratonascosto o messo a tacere” (Papa Francesco, Lettera al Popolo di Dio, 18.08.2018). Questi crimini “hanno oscurato la luce del Vangelo a un punto tale cui non erano giunti neppure secoli di persecuzione” (Benedetto XVI, Lettera ai cattolici dell’Irlanda, 19.03.2010). Per molti credenti, specialmente per i giovani che cercano sinceramente Dio, gli scandali sessuali che coinvolgono il clero diventano una dura prova di fede e motivo di grande scandalo.

In questa dolorosa situazione, Papa Francesco, continuando la linea designata da San Giovanni Paolo II e Benedetto XVI, ha indirizzato una Lettera al Popolo di Dio. Egli chiede in essa, di fare i conti con il male dell’abuso sessuale sui minori e di punire i colpevoli, di avere compassione con le vittime, di aumentare gli sforzi per garantire la protezione a bambini e giovani, nonché chiama alla conversione, preghiera e penitenza per le vittime di tutti i tipi di abuso: “Invito tutto il santo Popolo fedele di Dio all’esercizio penitenziale della preghiera e del digiuno secondo il comando del Signore, che risveglia la nostra coscienza, la nostra solidarietà e il nostro impegno per una cultura della protezione e del «mai più» verso ogni tipo e forma di abuso” (Papa Francesco, Lettera al Popolo di Dio, 18.08.2018). Lo scopo di questo deciso sforzo intrapreso con “chiarezza e determinazione” è il rinnovamento della missione della Chiesa nel mondo moderno (cf. San Giovanni Paolo II, Discorso ai cardinali statunitensi, 23.04.2001). Anche la Chiesa in Polonia vuole agire sempre più efficacemente in questo spirito, cosicché la sicurezza dei bambini e dei giovani diventi, secondo la volontà del Signore, una priorità per tutti gli ambienti e le famiglie.

2. Abbiamo una forte volontà di purificare dal peccato e dal crimine di abusi Affermiamo con tristezza che anche in Polonia hanno avuto luogo situazioni di abusi sessuali su bambini e giovani da parte di alcuni membri del clero e di altre persone coinvolte nella vita della Chiesa. Ripetiamo con Papa Francesco: “Il dolore delle vittime e delle loro famiglie è anche il nostro dolore”. Per riconoscere le cause di questi atti e valutarne il peso, abbiamo iniziato a raccogliere i dati necessari. Siamo consapevoli che il problema degli abusi sessuali esiste in molti ambienti, tra cui anche nelle famiglie. Tuttavia, quando appare tra il clero, diventa una fonte di scandalo particolare. La delusione e l’indignazione sono tanto più gravi e dolorose considerando che i bambini, invece di ricevere premure affettuose e accompagnamento, nel cercare la vicinanza di Gesù, sperimentano invece la violenza e una brutale privazione della loro stessa dignità. Fedele alle parole di Cristo, la Chiesa fin dall’inizio ha riconosciuto tali comportamenti come un peccato molto grave, perché “chi scandalizza anche uno solo di questi piccoli che credono in me, sarebbe meglio per lui che gli fosse appesa al collo una macina girata da asino, e fosse gettato negli abissi del mare. Guai al mondo per gli scandali! […] guai all’uomo per colpa del quale avviene lo scandalo!” (Mt 18, 6-7). Ci scusiamo con Dio, con le vittime degli abusi, con le loro famiglie e con le comunità della Chiesa tutta, per tutti i mali arrecati ai bambini, ai giovani e ai loro parenti da parte del clero, delle persone consacrate e dei laici che lavorano nelle strutture della Chiesa. Chiediamo al Signore di darci la luce, la forza e il coraggio di combattere risolutamente la corruzione morale e spirituale, che è la fonte principale dell’abuso sessuale sui minori. Chiediamo al Signore di dare efficacia ai nostri sforzi per creare nella Chiesa un ambiente aperto e adatto ai bambini.

3. La costruzione di un ambiente sicuro per bambini e giovani

L’Episcopato polacco ha intrapreso da alcuni anni azioni volte ad eliminare tali crimini tra il clero. In stretta unione con i Papi Benedetto XVI e Francesco, sono stati sviluppati alcuni principi di reazione contro il male. Ogni segnale su possibili atti criminali è incluso nelle indagini preliminari e se confermata la loro veridicità, vengono informate sia la Santa Sede sia la procura.

Chiediamo alle vittime di abusi da parte del clero, di segnalare il male che hanno vissuto e sofferto, ai superiori della Chiesa e alle autorità statali competenti. “Umilmente dobbiamo a ciascuno di loro e alle loro famiglie la nostra gratitudine per il loro immenso valore nel far brillare la luce di Cristo sopra il male dell’abuso sessuale dei minori” (Papa Francesco, Discorso durante l’incontro con i vescovi ospiti dell’incontro mondiale delle famiglie, 27.09.2015).

In ogni diocesi e in molte province religiose è stato nominato un delegato, opportunamente formato dal Centro per la protezione dei minori, che opera dal 2014, il quale è autorizzato ad accettare le notifiche sull’abuso sessuale su minori da parte di un membro del clero. Inoltre, il delegato deve aiutare le vittime a ricevere un’assistenza psicologica, legale e pastorale. In questo modo, vogliamo aiutare le vittime a prendere le misure necessarie per superare le conseguenze del male subito.

Inoltre, da 5 anni, il coordinatore per la protezione dei bambini e dei giovani nominato dalla Conferenza episcopale polacca organizza numerosi corsi di formazione per il clero diocesano e religioso, che lentamente ma in modo efficace influenzano il cambiamento negli atteggiamenti e nella consapevolezza del problema. Stiamo anche preparando in diocesi, negli ordini e nelle congregazioni religiose un sistema di prevenzione che serve a proteggere i bambini e giovani da potenziali abusi sessuali. Vogliamo che le comunità ecclesiastiche siano un posto sicuro per i bambini e giovani e che la loro sicurezza diventi una priorità per l’intera società. Allo stesso tempo  rivolgiamo un appello a tutti i responsabili per combattere efficacemente i rischi per i bambini e giovani, in particolare su Internet.

Prestiamo inoltre sempre più attenzione alla formazione umana e spirituale nei seminari e alla formazione sacerdotale. A questo scopo, da alcuni anni viene svolta una particolare educazione agli istruttori nei seminari, affinché possano formare con competenza i futuri sacerdoti, non permettendo che ci siano nel clero  persone immature che non sono in grado di essere fedeli ai voti e alle promesse.

4. Chiamiamo all’azione, alla preghiera e alla penitenza

Affinché le azioni intraprese possano portare i frutti attesi di purificazione e di costruzione di una cultura diretta al vero bene dei bambini e dei giovani, è necessario unire gli sforzi di tutti i membri della comunità della Chiesa, per imparare a riconoscere ed eliminare dove sia possibile tutti i possibili fattori che favoriscono tale crimine. Facciamo appello agli istruttori e agli educatori dei bambini e giovani negli asili e nelle scuole cattoliche, nonché nelle istituzioni educative e di cura, ad acquisire le giuste conoscenze e abilità, affinché, non aspettando le necessarie norme legali, tutte le istituzioni gestite dalla Chiesa diventino pioniere della prevenzione. Rivolgiamo lo stesso appello ai responsabili dei movimenti cattolici e delle organizzazioni giovanili.

Chiediamo ai fedeli laici, sacerdoti, persone consacrate e membri di ordini religiosi contemplativi  una maggiore preghiera e penitenza per le vittime di abusi sessuali e per le loro famiglie; per i sacerdoti che vivono immoralmente e fanno del male ai bambini e giovani, e anche per le persone che sono profondamente ferite dagli atti scandalosi dei sacerdoti. Secondo la decisione della Conferenza episcopale polacca, il primo venerdì di Quaresima sarà il giorno dedicato per una preghiera di riparazione e di digiuno in tutte le nostre diocesi. Ci ricorderemo specialmente del Santo Padre, dei vescovi e sacerdoti che si impegnano sinceramente e con zelo nel loro servizio alla Chiesa, e che sono anche loro dolorosamente colpiti dalla corruzione e dall’immoralità dei loro confratelli.

Con una preghiera sincera, sacrifici e penitenze offerti per questa intenzione, nonché un’elemosina generosa donata ai poveri, possiamo aprire i nostri cuori allo spirito di un’autentica conversione, affinché viviamo in armonia e amore con tutte le persone di buona volontà e combattiamo tutti gli abusi di potere, sessualità e coscienza, in tutti gli ambienti, specialmente nelle comunità ecclesiali in cui i bambini vivono e crescono (cf. Papa Francesco, Lettera al Popolo di Dio, 18.08.2018). Allo stesso tempo ringraziamo tutti coloro che, con la preoccupazione per la santità della Chiesa e dei suoi pastori, rivelano con coraggio il peccato e le varie forme di abusi. Siamo grati per la preghiera di riparazione intrapresa nello spirito di penitenza.

5. Una parola agli autori dei crimini

Infine, vorremmo rivolgerci a tutti coloro che hanno usato del loro ruolo ed impegno nella Chiesa per compiere atti criminosi. Vogliamo farlo facendo riferimento alle parole della lettera pastorale di Papa Benedetto XVI ai cattolici irlandesi (19.03.2010).

“In obbedienza alle parole del Vangelo sulla potenza liberatrice della verità, nel nome del popolo di Dio ferito dalle vostre azioni, vi diciamo onestamente che avete tradito i giovani innocenti e i loro genitori che hanno riposto in voi la loro fiducia. Avete perso il rispetto della società e avete rovesciato vergogna e disonore sui vostri confratelli. Quelli di voi che sono sacerdoti hanno violato la santità del sacramento dell’Ordine Sacro, in cui Cristo si rende presente in noi e nelle nostre azioni. Insieme al danno immenso causato alle vittime, un grande danno è stato perpetrato alla Chiesa e alla pubblica percezione del sacerdozio e della vita religiosa.

Vi esortiamo ad esaminare la vostra coscienza, ad assumervi la responsabilità dei peccati che avete commesso e ad esprimere con umiltà il vostro rincrescimento. Il pentimento sincero che apre la porta al perdono di Dio e alla grazia del vero emendamento. Offrendo preghiere e penitenze per coloro che avete offeso, dovete cercare di fare personalmente ammenda per le vostre azioni. Il sacrificio redentore di Cristo ha il potere di perdonare persino il più grave dei peccati e di trarre il bene anche dal più terribile dei mali. Allo stesso tempo, la giustizia di Dio esige che rendiamo conto delle nostre azioni senza nascondere nulla. Riconoscete apertamente la vostra colpa, sottomettetevi alle esigenze della giustizia, ma non disperate della misericordia di Dio.”

6. Conclusione Maria, Madre del Bell’Amore, ci interceda presso il suo Figlio la grazia, affinché, davanti allo scandalo provocato da parte di alcuni sacerdoti, possiamo esprimere il nostro dolore sincero e la determinazione nel combattere con coraggio ogni tipo di male arrecato a bambini e giovani. Non dimentichiamo di implorare la conversione per gli autori di questi mali. Preghiamo anche per tutta la Chiesa, sia per il clero che per i laici, per lo spirito di unità e di amore cristiano del prossimo. Ci rafforzino l’esempio e l’intercessione dei sacerdoti martiri che hanno dato la vita in difesa della dignità umana.

Pastori della Chiesa Cattolica in PoloniaRiuniti alla 381a Assemblea Plenariadella Conferenza Episcopale Polacca

Jasna Góra, il 19 novembre 2018


2018-11-19





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